LIVORNO CREDENTE  
 
  La Messa a Punta Ala 22/09/2017 04:25 (UTC)
   
 

La Messa a Punta Ala

Stanco di uscire dalla Messa domenicale peggiore di quanto fossi prima, cioè veramente indispettito e arrabbiato per le infarciture che il celebrante suole inserire, per i canti brutti e stonati, per la sciattezza della liturgia continuamente didascalica, stanco di vedere una chiesa costruita come un centro commerciale e cioè con criteri pensati per rendere accattivante il prodotto (la mia parrocchia ha una chiesa moderna molto ben tenuta: la sagrestia è chiusa da porte a vetro fumée, come un ufficio direzionale, la cappella laterale è un corridoio largo diviso dalla "sala" circolareggiante a mezzo di grandi vetri trasparenti… e proprio là, lontano dagli occhi e lontano dal cuore sta il tabernacolo…), insomma dicevo che stanco di tutto ciò, volevo accostarmi nuovamente alla S. Messa di rito "tridentino". M’informo e deduco che la celebrazione più "comoda" è a Piombino.

Dunque mi preparo e parto coprendo in circa un’oretta abbondante la mia distanza. Insomma in breve vi dico che l’indicazione di luogo e ora era errato: la chiesa di Sant’Antimo era drasticamente vuota. Veramente contrariato mi dispongo a pranzare con mia moglie a Piombino. Decidiamo di fare un salto a Punta Ala per dare un senso alla trasferta e arrivati là vediamo una chiesetta in legno e decidiamo di osservare con la celebrazione delle diciotto il precetto domenicale. Dunque dopo un bel tramonto andiamo in Chiesa.

Entrati nella struttura in legno –gradevole devo dire- noto la presenza di "covoncini" di grano a decorazione al posto dei fiori, tutto molto bello e ben curato, e –meraviglia!- sento l’Haec Dies in gregoriano cantato in sottofondo. Ahia! È un disco, riconosco i monaci dell’Abbazia di Sant’Antimo che cantano con il loro particolare accento… Ariahia! Chi è che parla sguaiatamente a voce alta? Era il prete, un uomo giovane e molto corpulento, goffo nel suo camice bianco. Seduto "in preparazione" salutava amabilmente i fedeli come si usa fare seduti fuori dai bar nei paesi di campagna… curioso, no? "Ah, Alberto, c’è anche lei? Bene, bravo! E i bambini?... Eccoli!" e così via. Il contrasto col gregoriano incominciava a disturbarmi anche se sapevo che il canto proveniva da un misero dischetto di plastica….. "Allora, cosa si canta? Ecco la Gretaaaa! Come sta?" Inizia la Messa non ci vuole molto per notare che già prima del Kyrie le formule sono adattate all’attualità: "fratelli e sorelle per celebrare degnamente questa sera i santi misteri riconosciamo…" che utilità c’è? E così per tutto il resto. Risparmio a chi avrà la pazienza di leggermi tutte le interpolazioni estemporanee, le "correzioni" delle formule, i pensieri deraglianti di palo in frasca. Significativo era il linguaggio che gli appassionati di comunicazione chiamano "paraverbale", cioè l’intonazione che si dà modulando la voce: quando le parole erano lette dal messale assumevano una estrema rapidità di pronuncia al limite del comprensibile, un tono sbrigativo, monocorde e sciatto, quando arrivava l’infarcitura il volume si alzava, il fraseggio assumeva andamento vario con uso di pause e incisi ad effetto. Incominciavo a non poterne veramente più! Il colmo fu la distribuzione della Eucaristia: da solo (non collaborava alcuno dei presenti) il pretone cantava una canzonetta insipida con una vocalità da karaoke o da "Corrida" e nel frattempo riusciva a dire: "E’ il Corpo di Cristo". Ma perché diamine voler far fatica a metterci quella forma verbale? Per infarcire, per voler mettere del suo, per correggere il Novus Ordo (che avrebbe urgente bisogno di ben altre correzioni!)… ma così è come dare del cretino a colui che si comunica. L’ha già sentito dal primo della fila, l’ha già ben capito in italiano cosa c’è in quel dischettino di pane! Non si proclama la presenza preziosissima ineffabile e strabiliante del Dio che morì per noi e rinnova il Suo sacrificio nella Messa…. Si dice cos’è! Bisogna dire, spiegare, andare tra le panche e far domande, coinvolgere, parlare di cronaca nera (funambolica la formulazione alluvionale a braccio della preghiera dei fedeli sul miserevole caso di una bambina appreso dal giornale del sabato!!). Basta! Non è possibile pagare questo prezzo all’idiozia per accostarsi al Sacramento. Accidenti alla mia tendenza innata a sbagliare gli orari!

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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