LIVORNO CREDENTE  
 
  La Messa Cenerentola 19/11/2017 11:56 (UTC)
   
 
Riflessioni di Andrea Carradori....

Nella Solennità di Cristo Re, Domenica 26 ottobre 2008, dedico queste mie povere riflessioni ad un Uomo di Chiesa, che la Provvidenza ha reso instancabile comunicatore della Verità, che per ben due volte ha generosamente rivolto le Sue preghiere affinchè nella mia devota terra si possa continuare la feconda esperienza spirituale della celebrazione della Messa nel Rito Romano Antico.

ADVENIAT REGNUM TUUM, DOMINE

Al termine delle celebrazioni della Santa Messa domenicale c'è’ ormai la consolidata consuetudine di dare degli “annunci” ai fedeli.

Accanto alle comunicazioni sacre compaiono, sempre più spesso, anche le più variopinte raccomandazioni che accomunano pacificamente laici e cattolici : dalle manifestazioni di beneficenza ai “consigli per gli acquisti” più disparati.

La grande Cenerentola rimane sempre e comunque la Messa antica, detta in latino.

Quando la Messa dei nostri padri viene celebrata in una Città, o in una zona pastorale, ci si vergogna di essa e , come nella favola di Cenerentola, è tenuta in disparte, in un cantuccio della cucina.

Le sorelle di Cenerentola vengono invece poste in gran rilievo : dai riflettori e dalle telecamere sempre puntate su di esse.

Cenerentola se ne sta sempre, in ginocchio, a pulire la cucina mentre le sorelle si mettono in mostra.

Cenerentola viene reclusa e non è invitata al ballo del Principe.

Ma l’incontro di Cenerentola con il Principe avvenne in un bel giorno d’estate dello scorso anno …

Passano i giorni e passano i mesi, perché in provincia le notizie tardano ad arrivare …

La prima volta che ci dissero che Cenerentola sarebbe uscita nella mia Città, conseguenza dell’incontro con il Principe, io mandai a tutti Voi la comunicazione, facendoVi felici.
Quella prima uscita di Cenerentola era stata in una fredda serata  feriale in piano inverno.

Mi fu detto, telefonicamente, ( telefonata “fisso-cellulare”) che non potevo mandare email per invitare a vedere l’uscita di Cenerentola nella fredda serata feriale d’inverno.
La festa per la liberata Cenerentola fu comunque grande ! Ci fu poi la seconda uscita di Cenerentola, sempre di sera e sempre in una tarda serata feriale.

Non potendo stare inchiodato al telefono per avvisare i Fratelli, per questo
secondo evento, pensai di stampare l’avviso dal mio computer, su carta
riciclata, affidando quei miseri piccoli foglietti, 28 x 14, ad alcune pie
signore che, con il loro zelo, onorano la nostra comunità.

Mi fu detto, telefonicamente, ( telefonata “fisso-cellulare”) che non potevo
mandare i foglietti stampati a casa mia.

Con la medesima occasione ( telefonata “fisso-cellulare”) mi fu
“caritatevolmente” specificato che non mi era permesso fare alcun tipo di
comunicazione esterna sulle prossime uscite di Cenerentola che, nel
frattempo, per volere del Principe, sarebbe stata libera di muoversi quanto
e dove voleva.

Ma quante attenzioni nei confronti dei poveracci che si muovono solo per
amore di Cenerentola , del Principe e del suo Regno.

Il risultato di quelle telefonate “fisso-cellulare” : in pochi hanno potuto
abbracciare Cenerentola per mancanza di informazione.

Questo ha fatto facilmente affermare, ai più, che i miei viottoli sono
inospitali nei confronti di Cenerentola.

Alla favola si aggiungerà la favola : “nessuno vuole vedere Cenerentola”.

In questo modo, fra due anni, in tutto il globo, mentendo, potranno gridare
al Principe :

“ nessuno ama o cerca Cenerentola”.



Dopo la favola torniamo alla realtà e lo facciamo con le parole del Papa :

“Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro
e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o,
addirittura, giudicato dannoso” oppure “Misuro le difficoltà che voi
incontrate, ma non dubito che potrete giungere, in tempi ragionevoli, a
soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture del
Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno è di troppo nella Chiesa.
Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire “a casa sua”, e mai
rifiutato”.





( Archiviate questa email : è una testimonianza “ ad perpetuam rei memoriam”)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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